LA PROFUGA di LUCIANO MARRUCCI
canto popolare
La vicenda ha svolgimento nell'estate avanzata del 1944 e nell'autunno del 1946 alla Sughera, località di Montaione.
In questo borgo campestre le donne si domandano se sia il caso di fare ancora la tradizionale festa della luna, che coincide col primo plenilunio di luglio.
Gli uomini sono imboscati ed è ormai imminente il passaggio del fronte, un evento inevitabile il cui significato va oltre la loro immaginazione.
Nell'aia, dove sono intente a rivestire i fiaschi, si presenta un misterioso personaggio.
Miriam, la profuga, "dopo una lunga corsa lungo i meridiani della paura", giunge alla Sughera, dove crede di aver trovato l'oasi di Mur, che sembra offrire un rifugio sicuro, perché fuori delle coordinate comuni.
La profuga trova solidarietà e accoglienza tra le donne.
Ma la diversità di questa persona si rende evidente una volta che si è inserita nella realtà di un piccolo borgo di campagna.
Intanto un ufficiale tedesco torna per rivedere quei posti, che "aveva ammirato solo attraverso il quadrante di mira", nell'indimenticabile estate del '44 .
Vorrebbe incontrare ancora quella Miriam che aveva conosciuto proprio alla
Sughera nella notte di quel plenilunio.
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