Quelli che eravamo
La nostra comunità è piccola ma veniamo come tutta la terra da molto lontano; senza scomodare la primogenesi iniziamo da 30/50 milioni di anni fa.
La terra che noi adesso calpestiamo non è altro che il residuo del mare che ritiratisi a lasciato come deposito,uno strato di argilla con depositi di terreno permeabile e fertile.
Non a caso camminando per i campi possiamo incontrare dissotterrati i resti fossilizzati di conchiglia o minerali come le Septarie o le rose di gesso delle argille.
Poi con un balzo nel tempo arriviamo agli Etruschi, i Celti,i Romani che nei dintorni anno lasciato tracce della loro presenza.
Negli anni 500 i longobardi attraversarono gli appennini e diedero origine alle prime comunità della Garfagnana, e da li ci fu l’espansione dei Celti-Liguri che si profuse sino al centro della Toscana, nei nostri territori i Goti di Teodorico si insediarono dando vita a comunità ancora esistenti.
Quando nel 1186 l’imperatore tedesco Arrigo VI ( Nel 1168, a soli tre anni, fu eletto Re dei Romani( ( figlio di Federico Barbarossa e della seconda moglie Beatrice di Borgogna) concesse in Feudo questo Castello con il suo distretto a Ildebrando Pannocchieschi vescovo di Volterra. Nel 1408 furono rifatte le staccionate a difesa del paese causa la guerra tra Montatone e Samminiato.
La Suvera con il suo Castello era politicamente di parte Guelfa visto che il Vicariato di Samminiato era schierato con i Fiorentini.
Essere Guelfi voleva dire essere sostenitori delle cause di libertà Comunali e della politica comune del popolo, all’opposto della parte Ghibellina sostenitori dei signori feudatari.
Siamo rimasti Guelfi nel sangue e combatteremo da Guelfi per la nostra libertà, le nostre tradizioni, la nostra cultura
La peste ( una maledizione ricorrente) si abbatte su i nostri avi.
Negli anni 1348-1400- 1400-1410 furono cagione del morbo della peste causando morti in percentuali anche del 20% della popolazione come pure nel 1417 per cagione dei Sangemiatesi che avevano dato ospitalità sulle loro terre a Paola Colonna e ai signori di Piombino che venivano dai luoghi di contagio .
Il declino del Castello di Suvera, imponente, sul baluardo più alto del colle
Immediata fu la richiesta di aiuto a Samminiato.
Il 19 di quel mese (Novembre ) per cagione della guerra nuovamente accesa nel Comune di Montatone, il Vicario di Samminiato mandò una risposta alla richiesta
“Dellad’dì VII di detto mese di autorizzazione per la nomina di alcuni guardiani esterni delle vie per vigilare sugli invasor”.. “ Prudentibus viris ser Iohanni Antoni de Gambaxio offitiali,Consilio et Comuni Montaionis.
Ieri ricevemmo una lettera dà “Dieci della Balìa” per la quale ci ricordano la buona guardia, et maximente di Montaionis, perché dicono che alcuno che viene da Siena dice, che messer Broglia et altri alieno ragionamento di pigliarlo, non sappiamo se con iscale o con tractato che avessono dentro: sichè v’avisiamo siate in cio’ solleciti”.
Pertanto vogliamo et comandianvi che provediate ben a cotesto Castello, et se niuno sospetto voi v’aveste cie n’avisiate prestamente; et se niente mancasse costà,similmente di tutto ci avisaste et fate rinforzare la guardia.
Ser Simone, apportatore di questa, a lingua v’aviserà, pero’ che a veduta la lectera de’ Dieci.
Lapus Iohannis Piccolini Vicarius Sancti Miniatis “
Vicario di Samminiato.
I rei furono presi e puniti fra cui Panzino di Credi e alcuni ufficiali del Castello di Suvera che aveva dato ospitalità a uomini in armi e cavalli.
Rimanendo in quegli anni il 13 giugno 1554 Piero Strozi venuto da Siena di buon mattino marciò verso S,Vivaldo,Tonda e Sughera e diresse verso Ghizzano e Legoli, tenendo arretrato l’esercito distruggendo così tutti quei luoghi, rubando e incendiando.
Già dall’inizio del secolo XVII ci giungono poche notizie del nostro Castello di Sughera. Passato il tempo dei Comuni e dei piccoli Feudi tanto prolifico di avvenimenti con le guerre della repubblica Fiorentina e del principato tutto viene ora a ristringersi nella cerchia delle riforme amministrative e delle leggi imposte dai governi centralizzati.
E quelle terre che separate avevano rappresentato anche l’indipendenza perdono oggi la loro individuale importanza.
Girando intorno al paese ci possiamo rendere conto dellìampiza di queste terre che si estendevano a nord-est con un’ampia vallata ad est i poderi di S.Pietro,del Poggiarello, di S.Cerbone,della Tignamica e di Pietrafitta. A sud con le terre della Capannina, il Poggio sito in posizione splendida con panorami da mozzafiato e con innumerevoli casali.
Verso sud-ovest l’agglomerato del Casino S.Anna e poco più in giù il podere della casina anche questo sito su un cocuzzolo un po’ isolato ma molto affascinante, guardando ad ovest intravediamo Partino frastagliato dai Calanchi, Ghialla, Ghialla bassa, Mendaccino, la Casa nova.
La nostra comunità è piccola ma veniamo come tutta la terra da molto lontano; senza scomodare la primogenesi iniziamo da 30/50 milioni di anni fa.
La terra che noi adesso calpestiamo non è altro che il residuo del mare che ritiratisi a lasciato come deposito,uno strato di argilla con depositi di terreno permeabile e fertile.
Non a caso camminando per i campi possiamo incontrare dissotterrati i resti fossilizzati di conchiglia o minerali come le Septarie o le rose di gesso delle argille.
Poi con un balzo nel tempo arriviamo agli Etruschi, i Celti,i Romani che nei dintorni anno lasciato tracce della loro presenza.
Negli anni 500 i longobardi attraversarono gli appennini e diedero origine alle prime comunità della Garfagnana, e da li ci fu l’espansione dei Celti-Liguri che si profuse sino al centro della Toscana, nei nostri territori i Goti di Teodorico si insediarono dando vita a comunità ancora esistenti.
Poi ancora giungiamo all’anno 1000 quando la Suvera (cosi si chiamava) era un castello in Vald’Era fra Tonda e Toiano ( anche loro castelli ) sulle colline che separavano le acque del torrente Carfalo uno degli affluenti dell’Era da quelle del torrente Egola .
Siamo stai sempre amanti della nostra Autonomia;
Già nell’anno 1000 era una comunità autonoma, produttiva e libera, anche se soggetta a S.Miniato.La Suvera con il suo Castello era politicamente di parte Guelfa visto che il Vicariato di Samminiato era schierato con i Fiorentini.
Essere Guelfi voleva dire essere sostenitori delle cause di libertà Comunali e della politica comune del popolo, all’opposto della parte Ghibellina sostenitori dei signori feudatari.
Siamo rimasti Guelfi nel sangue e combatteremo da Guelfi per la nostra libertà, le nostre tradizioni, la nostra cultura
La peste ( una maledizione ricorrente) si abbatte su i nostri avi.
Negli anni 1348-1400- 1400-1410 furono cagione del morbo della peste causando morti in percentuali anche del 20% della popolazione come pure nel 1417 per cagione dei Sangemiatesi che avevano dato ospitalità sulle loro terre a Paola Colonna e ai signori di Piombino che venivano dai luoghi di contagio .
Il declino del Castello di Suvera, imponente, sul baluardo più alto del colle
si consacrò nel 1774 per aderire come tutti li altri Castelli confinanti all’unico comune di Montatone come la Signoria del tempo impose.
A riprova dell’esistenza dei nostri avi ci sono degli scritti che riportano un fatto accaduto il 19 novembre del 1397 quando un messo del comune di Tonda fu mandato a Montatone per raccomandar loro buona custodia giorno e notte, perché avendo visti movimenti di cavalieri e fuochi nei dintorni di Castelfalfi e circa 1000 cavalli e 500 fanti in armi appostati nel Castello di Suvera si attendevano aspre incursioni.Immediata fu la richiesta di aiuto a Samminiato.
Il 19 di quel mese (Novembre ) per cagione della guerra nuovamente accesa nel Comune di Montatone, il Vicario di Samminiato mandò una risposta alla richiesta
“Dellad’dì VII di detto mese di autorizzazione per la nomina di alcuni guardiani esterni delle vie per vigilare sugli invasor”..
Ieri ricevemmo una lettera dà “Dieci della Balìa” per la quale ci ricordano la buona guardia, et maximente di Montaionis, perché dicono che alcuno che viene da Siena dice, che messer Broglia et altri alieno ragionamento di pigliarlo, non sappiamo se con iscale o con tractato che avessono dentro: sichè v’avisiamo siate in cio’ solleciti”.
Pertanto vogliamo et comandianvi che provediate ben a cotesto Castello, et se niuno sospetto voi v’aveste cie n’avisiate prestamente; et se niente mancasse costà,similmente di tutto ci avisaste et fate rinforzare la guardia.
Ser Simone, apportatore di questa, a lingua v’aviserà, pero’ che a veduta la lectera de’ Dieci.
Data in Sancti Miniate, loco solite residentie, die VI mensis decembris 1397.
Lapus Iohannis Piccolini Vicarius Sancti Miniatis “
“Ma fu perpretato il tradimento”
Il 16 dicembre del 1397 doveva essere l’esecuzione del tradimento ; poco mancò che il castello di Montatone non cadesse in mano del conte di Virtù, ser Leonardo di Bartolo di Ferruccio stato de’Priori dal 1 luglio al 1 ottobre del 1395; d’accordo con altri, indotto forse da cupidigia di premio si lasciò indurre a un tradimento per cui il castello doveva passare in podestà al signore di Milano ma per cause poco note il tutto fù rimandato e la cosa fù risaputa dalI rei furono presi e puniti fra cui Panzino di Credi e alcuni ufficiali del Castello di Suvera che aveva dato ospitalità a uomini in armi e cavalli.
Rimanendo in quegli anni il 13 giugno 1554 Piero Strozi venuto da Siena di buon mattino marciò verso S,Vivaldo,Tonda e Sughera e diresse verso Ghizzano e Legoli, tenendo arretrato l’esercito distruggendo così tutti quei luoghi, rubando e incendiando.
Già dall’inizio del secolo XVII ci giungono poche notizie del nostro Castello di Sughera. Passato il tempo dei Comuni e dei piccoli Feudi tanto prolifico di avvenimenti con le guerre della repubblica Fiorentina e del principato tutto viene ora a ristringersi nella cerchia delle riforme amministrative e delle leggi imposte dai governi centralizzati.
E quelle terre che separate avevano rappresentato anche l’indipendenza perdono oggi la loro individuale importanza.
Girando intorno al paese ci possiamo rendere conto dellìampiza di queste terre che si estendevano a nord-est con un’ampia vallata ad est i poderi di S.Pietro,del Poggiarello, di S.Cerbone,della Tignamica e di Pietrafitta. A sud con le terre della Capannina, il Poggio sito in posizione splendida con panorami da mozzafiato e con innumerevoli casali.
Verso sud-ovest l’agglomerato del Casino S.Anna e poco più in giù il podere della casina anche questo sito su un cocuzzolo un po’ isolato ma molto affascinante, guardando ad ovest intravediamo Partino frastagliato dai Calanchi, Ghialla, Ghialla bassa, Mendaccino, la Casa nova.
A nord si trova una collinetta e punto di riferimento per i Sugherini che anche se piccola viene chiamata il Poggione, troviamo poi Pitrofoli. Capurello, Vallibonci oltre alle terre dell’Acquaviva, poi oltre Vallina con innumerevoli case e fra queste “CasaToce” e viene reso noto che tutte queste abitazioni rurali sono datate all’anno 1700.
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