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lunedì 9 maggio 2011

Quando è natala Sughera

Quelli che eravamo 

La nostra comunità è piccola  ma veniamo come tutta la terra da molto lontano; senza scomodare la primogenesi  iniziamo  da 30/50 milioni di anni fa. 
La  terra  che  noi adesso calpestiamo non è altro che il residuo  del mare che ritiratisi  a lasciato come deposito,uno strato di argilla con depositi di terreno permeabile e fertile.

 Non a caso camminando per i campi possiamo incontrare dissotterrati  i resti fossilizzati di conchiglia  o minerali  come  le Septarie o le rose di gesso delle argille. 
Poi con un balzo nel tempo arriviamo agli Etruschi, i Celti,i Romani che nei dintorni anno lasciato  tracce della loro presenza. 
Negli anni 500 i longobardi attraversarono gli appennini  e diedero origine alle prime comunità della Garfagnana, e da li ci fu l’espansione dei Celti-Liguri che si profuse sino al centro della Toscana, nei nostri territori i Goti di Teodorico  si insediarono  dando vita a comunità ancora esistenti. 

Poi ancora giungiamo all’anno 1000 quando la Suvera (cosi si chiamava) era un castello in Vald’Era  fra Tonda e Toiano ( anche loro castelli ) sulle colline che separavano  le acque del torrente Carfalo uno degli affluenti  dell’Era  da quelle del torrente Egola .

Siamo stai sempre amanti della nostra Autonomia;
Già nell’anno 1000 era una comunità autonoma, produttiva e libera, anche se soggetta  a S.Miniato.Quando nel 1186 l’imperatore tedesco Arrigo VI ( Nel 1168, a soli tre anni, fu eletto Re dei Romani(  ( figlio di Federico Barbarossa e della seconda moglie Beatrice di Borgogna) concesse in Feudo  questo Castello con il suo distretto  a Ildebrando Pannocchieschi  vescovo di Volterra. Nel 1408 furono rifatte le staccionate  a difesa del paese  causa la guerra  tra Montatone e Samminiato. 
La Suvera con il suo Castello era  politicamente di parte Guelfa  visto  che il Vicariato  di Samminiato  era schierato con i Fiorentini. 
Essere Guelfi voleva dire  essere sostenitori   delle cause di libertà Comunali e della politica comune del popolo, all’opposto della parte Ghibellina  sostenitori  dei signori  feudatari.
  Siamo rimasti Guelfi nel sangue e combatteremo da Guelfi per la nostra libertà, le nostre tradizioni, la nostra cultura 

La peste ( una maledizione ricorrente) si abbatte su i nostri avi.  
Negli anni 1348-1400- 1400-1410 furono cagione del  morbo della peste  causando morti  in percentuali  anche del 20%  della popolazione  come pure nel 1417  per cagione dei Sangemiatesi  che avevano dato  ospitalità sulle loro terre  a Paola Colonna  e ai signori  di Piombino  che venivano dai luoghi di contagio .
Il declino  del Castello di Suvera, imponente,  sul baluardo più alto del colle
si consacrò nel 1774 per aderire come tutti li altri Castelli confinanti all’unico  comune  di Montatone  come la Signoria del tempo impose.
A riprova dell’esistenza dei nostri avi  ci sono degli scritti che riportano un fatto accaduto  il 19 novembre del 1397 quando un messo del comune di  Tonda fu mandato a Montatone  per raccomandar loro  buona custodia giorno e notte, perché avendo visti movimenti di cavalieri  e fuochi  nei dintorni di Castelfalfi  e circa 1000 cavalli e 500 fanti in armi appostati nel Castello di Suvera  si attendevano aspre incursioni. 
Immediata fu la richiesta di aiuto a Samminiato. 
Il   19  di quel mese (Novembre )  per cagione della guerra nuovamente accesa  nel Comune di Montatone, il Vicario di Samminiato mandò  una risposta alla richiesta 
“Dellad’dì VII di detto mese  di autorizzazione  per la nomina di alcuni guardiani esterni  delle vie per vigilare sugli invasor”..“ Prudentibus  viris ser Iohanni  Antoni de Gambaxio offitiali,Consilio et Comuni Montaionis. 
Ieri  ricevemmo una lettera  dà “Dieci della  Balìa” per la quale ci ricordano la buona guardia, et maximente di Montaionis, perché dicono che alcuno che viene da Siena dice, che messer Broglia et altri alieno ragionamento  di pigliarlo, non sappiamo se con iscale o con tractato che avessono dentro: sichè  v’avisiamo  siate in cio’ solleciti”. 
Pertanto vogliamo et comandianvi  che provediate  ben a cotesto Castello, et se niuno sospetto voi v’aveste cie n’avisiate  prestamente; et se niente mancasse costà,similmente di tutto  ci avisaste  et fate rinforzare la guardia.
  Ser Simone, apportatore di questa, a lingua v’aviserà, pero’ che a veduta la lectera de’ Dieci. 
      Data in Sancti Miniate, loco solite residentie, die VI mensis decembris  1397.
 
                                                                         Lapus Iohannis Piccolini Vicarius Sancti Miniatis “
“Ma fu perpretato il tradimento”
 Il 16 dicembre del 1397 doveva essere  l’esecuzione del tradimento ; poco mancò che il  castello di Montatone  non cadesse  in mano del conte di Virtù, ser Leonardo di Bartolo  di Ferruccio  stato de’Priori  dal 1 luglio al 1 ottobre  del 1395; d’accordo con altri, indotto forse da cupidigia  di premio  si lasciò indurre  a un tradimento  per cui il castello doveva passare in podestà al signore di Milano  ma per cause poco note il tutto fù rimandato e la cosa fù risaputa  dal  Vicario di Samminiato. 
I rei furono  presi e puniti  fra cui Panzino  di Credi e alcuni ufficiali  del Castello di Suvera che aveva dato ospitalità  a uomini in armi e cavalli. 
Rimanendo in quegli anni il 13 giugno 1554 Piero Strozi  venuto da Siena  di buon mattino  marciò verso S,Vivaldo,Tonda  e Sughera  e diresse  verso Ghizzano  e Legoli, tenendo arretrato l’esercito distruggendo così  tutti quei luoghi, rubando e incendiando.
Già dall’inizio del  secolo XVII  ci giungono poche notizie del nostro Castello  di Sughera. Passato il tempo dei Comuni  e dei piccoli Feudi  tanto prolifico di avvenimenti con le guerre della repubblica Fiorentina  e del principato  tutto viene ora a  ristringersi  nella cerchia delle riforme amministrative  e delle leggi imposte dai governi centralizzati. 
E quelle terre che separate avevano rappresentato  anche l’indipendenza  perdono oggi la loro individuale  importanza. 
Girando intorno al paese  ci possiamo rendere conto dellìampiza  di queste terre  che si estendevano  a nord-est  con un’ampia vallata  ad est i poderi di S.Pietro,del Poggiarello, di S.Cerbone,della Tignamica e di Pietrafitta. A sud con le terre della Capannina, il Poggio sito in posizione splendida  con panorami da mozzafiato e con innumerevoli casali.
Verso sud-ovest l’agglomerato del Casino S.Anna e poco più in giù il podere della casina anche questo sito su un cocuzzolo un po’ isolato ma molto affascinante, guardando ad ovest intravediamo Partino frastagliato dai Calanchi, Ghialla, Ghialla bassa, Mendaccino, la Casa nova.
A nord  si trova una collinetta e punto di riferimento per i Sugherini  che anche se piccola viene chiamata il Poggione, troviamo poi Pitrofoli. Capurello,  Vallibonci  oltre alle terre dell’Acquaviva, poi oltre Vallina con innumerevoli case e fra queste  “CasaToce” e viene reso noto  che tutte queste abitazioni rurali  sono datate all’anno 1700.
 

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