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venerdì 13 maggio 2011

La vita alla fine del Medio Evo

Gli statuti essendo unico testo scitto a qui tempi erano Comunali e Montaione che diventerà il capoluogo di tutto il territorio inglobando anche il castello di Sughera.
Alcuni aspetti di vita.
Le contravvenzioni, ammende o pene.
A chi portava in chiesa bambni sotto i 4anni                                  soldi     5
A chi parla in chiesa                                                                        soldi     5
A chi sosta sotto la loggia della chiesa                                           soldi     5
A chi gioca a palla a mano a meno di 40 braccia dalla Chiesa     soldi     2
A chi ruba un pollo                                                                         soldi     10
A chi cuoce quel pollo                                                                    soldi     20
Al padrone della casa dove si manga il pollo                                soldi     20
A chi fa pascolare una bestia grossa nel cimitero                         soldi     10
Se bestia piccola                                                                            soldi     5
Se un maiale                                                                                  soldi     20
A chi accende fuochi nei boschi                                                    soldi     100
A chi tende panni lungo la strada                                                 sodi      10
A chi intralcia la srada                                                                 soldi     10
A chi getta sporcizia                                                                     soldi      5
A chi lascia letame lungo la strada                                              soldi      5
A chi dorme fuori dl castello senza permesso                             lire         2
A chi gioca a marella                                                                  fiorini    5
A chi va in giro senza lume dopo il terzo suono di notte, esluso nei
mesi di giugno, luglio, agosto e solo per 20 braccia da casa,   soldi       5
A chi offend dicendoladro, traditore, ruffiano, falso, assassino,
dislale, sozza puttana, troia, cagna, asina, tignosa.                  lire         2
A chi dice altre offese                                                                soldi       10

Per il valore del denaro:1 fiorino=4 lire
1 lira= 20 soldi
1soldo=12 denari

Da tener conto che parte della contravvenzione andava al Comune, parte a chi la faceva, e parte a chi faceva la spia.   









martedì 10 maggio 2011

Un canto (La profuga)


LA PROFUGA     di LUCIANO MARRUCCI

canto popolare

La vicenda ha svolgimento nell'estate avanzata del 1944 e nell'autunno del 1946 alla Sughera, località di Montaione.
In questo borgo campestre le donne si domandano se sia il caso di fare ancora la tradizionale festa della luna, che coincide col primo plenilunio di luglio.
Gli uomini sono imboscati ed è ormai imminente il passaggio del fronte, un evento inevitabile il cui significato va oltre la loro immaginazione.
Nell'aia, dove sono intente a rivestire i fiaschi, si presenta un misterioso personaggio.
Miriam, la profuga, "dopo una lunga corsa lungo i meridiani della paura", giunge alla Sughera, dove crede di aver trovato l'oasi di Mur, che sembra offrire un rifugio sicuro, perché fuori delle coordinate comuni.
La profuga trova solidarietà e accoglienza tra le donne.
Ma la diversità di questa persona si rende evidente una volta che si è inserita nella realtà di un piccolo borgo di campagna.
Intanto un ufficiale tedesco torna per rivedere quei posti, che "aveva ammirato solo attraverso il quadrante di mira", nell'indimenticabile estate del '44 .
Vorrebbe incontrare ancora quella Miriam che aveva conosciuto proprio alla
Sughera nella notte di quel plenilunio.

La newsletter è realizzata dalla Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato in collaborazione con: Associazione Fiera del Libro Toscano, Ufficio
Comunicazioni Sociali e Cultura Diocesi di San Miniato, la casa editrice FM edizioni, l'azienda Grafiche Leonardo sas.
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Pianta di Sughero

Interessante, dal punto di vista naturalistico è una quercia sughera vcino al centro del paese, presso casa Masini: interessante per il fatto che, normalmente, vive in altre zone geografiche.
Abbattuta insieme a manifici cipresi,  negli anni 60/70 perchè ormai morta.
Nelle nosre "piagge" e nei boschi circostanti possiamo incontrare la fauna tipica della zona: cinghiali, caprioli, daini, istrici, volpi, scoiattoli, lepri, fagiani, gazze e ghiandaie oltre a rapaci quali il falco, il gheppio o la poiana.
Il piccolo paese, di origini etrusche, è oggi una tranquilla cittadina, con la sua caratteristica architettura ben conservata.
L’impianto urbanistico, ha la pianta tipica dei paesi medioevali: una strada centrale con una piazza

Castello di Sughera

Castello della Sughera

Il castello è menzionato la prima volta nel 1186, in occasione della sua donazione da parte dell'imperatore Arrigo VI al vescovo di Volterra (Ildebrando Pannocchieschi].
Il borgo conserva una stretta strada principale e angusti vicoli, il pozzo e i resti di una vecchia cappella.
È tuttora abitato.

Cartina del 1866

Piata geometrica della ountà di ontaione 1866

Foto di Sughera











Sughera

La frazione di Sughera appartiene al comune di Montaione, in provincia di Firenze, nella regione Toscana.
La frazione di Sughera dista 10 chilometri dal medesimo comune di Montaione cui essa appartiene.
Del comune di Montaione fanno parte anche le frazioni di Alberi, Casastrada, Castelfalfi, Iano, Marrado, Mura, Palagio, San Vivaldo, Sant'Antonio, Sughera - Tonda.
La frazione di Sughera sorge a 217 metri sul livello del mare.
Nella frazione di Sughera risiedono 75 abitanti.

La Chiesa




La Chiesa

Molto prima del 1528, all’inizio del paese  sopraelevata alla strada  maestra, all’ora sterrata,  fu costruita la prima chiesa dedicata ai santi Pitro e Cerbone.
Chiesa parrocchiale nel piviere di  Castelfalfi.
Molto bella e caratteristica, come tutte le chiese di campagna, con la canonica, il campanile  e tutto intorno il terreno adibito ad orto, la cisterna dove confluiva l'acqua piovana, molto bella e caratteristica era la stadina  che in salita conduceva su sacrato con ai lati due file di maestosi cipressi.
Nel 1528 Clemente VII ne assignio’ la Chiesa in benefizio a Benedetto Baldovineti da Firenze Vescovo di Ancona.
Purtroppo negli anni 70 la Chiesa  fu demolita senza prendere in considerazione  la possibilità di una adeguata ristrutturazione e ricostruita  su un terreno sottostante  in maniera non tradizionale  ma con la metodologia che a quel tempo andava per la maggiore; uno stabile ottagonale con un interno molto moderno ma ben fatto, accogliente  e di buon confort, molto ampio il sacrato .


lunedì 9 maggio 2011

foto angelo

Quando è natala Sughera

Quelli che eravamo 

La nostra comunità è piccola  ma veniamo come tutta la terra da molto lontano; senza scomodare la primogenesi  iniziamo  da 30/50 milioni di anni fa. 
La  terra  che  noi adesso calpestiamo non è altro che il residuo  del mare che ritiratisi  a lasciato come deposito,uno strato di argilla con depositi di terreno permeabile e fertile.

 Non a caso camminando per i campi possiamo incontrare dissotterrati  i resti fossilizzati di conchiglia  o minerali  come  le Septarie o le rose di gesso delle argille. 
Poi con un balzo nel tempo arriviamo agli Etruschi, i Celti,i Romani che nei dintorni anno lasciato  tracce della loro presenza. 
Negli anni 500 i longobardi attraversarono gli appennini  e diedero origine alle prime comunità della Garfagnana, e da li ci fu l’espansione dei Celti-Liguri che si profuse sino al centro della Toscana, nei nostri territori i Goti di Teodorico  si insediarono  dando vita a comunità ancora esistenti. 

Poi ancora giungiamo all’anno 1000 quando la Suvera (cosi si chiamava) era un castello in Vald’Era  fra Tonda e Toiano ( anche loro castelli ) sulle colline che separavano  le acque del torrente Carfalo uno degli affluenti  dell’Era  da quelle del torrente Egola .

Siamo stai sempre amanti della nostra Autonomia;
Già nell’anno 1000 era una comunità autonoma, produttiva e libera, anche se soggetta  a S.Miniato.Quando nel 1186 l’imperatore tedesco Arrigo VI ( Nel 1168, a soli tre anni, fu eletto Re dei Romani(  ( figlio di Federico Barbarossa e della seconda moglie Beatrice di Borgogna) concesse in Feudo  questo Castello con il suo distretto  a Ildebrando Pannocchieschi  vescovo di Volterra. Nel 1408 furono rifatte le staccionate  a difesa del paese  causa la guerra  tra Montatone e Samminiato. 
La Suvera con il suo Castello era  politicamente di parte Guelfa  visto  che il Vicariato  di Samminiato  era schierato con i Fiorentini. 
Essere Guelfi voleva dire  essere sostenitori   delle cause di libertà Comunali e della politica comune del popolo, all’opposto della parte Ghibellina  sostenitori  dei signori  feudatari.
  Siamo rimasti Guelfi nel sangue e combatteremo da Guelfi per la nostra libertà, le nostre tradizioni, la nostra cultura 

La peste ( una maledizione ricorrente) si abbatte su i nostri avi.  
Negli anni 1348-1400- 1400-1410 furono cagione del  morbo della peste  causando morti  in percentuali  anche del 20%  della popolazione  come pure nel 1417  per cagione dei Sangemiatesi  che avevano dato  ospitalità sulle loro terre  a Paola Colonna  e ai signori  di Piombino  che venivano dai luoghi di contagio .
Il declino  del Castello di Suvera, imponente,  sul baluardo più alto del colle
si consacrò nel 1774 per aderire come tutti li altri Castelli confinanti all’unico  comune  di Montatone  come la Signoria del tempo impose.
A riprova dell’esistenza dei nostri avi  ci sono degli scritti che riportano un fatto accaduto  il 19 novembre del 1397 quando un messo del comune di  Tonda fu mandato a Montatone  per raccomandar loro  buona custodia giorno e notte, perché avendo visti movimenti di cavalieri  e fuochi  nei dintorni di Castelfalfi  e circa 1000 cavalli e 500 fanti in armi appostati nel Castello di Suvera  si attendevano aspre incursioni. 
Immediata fu la richiesta di aiuto a Samminiato. 
Il   19  di quel mese (Novembre )  per cagione della guerra nuovamente accesa  nel Comune di Montatone, il Vicario di Samminiato mandò  una risposta alla richiesta 
“Dellad’dì VII di detto mese  di autorizzazione  per la nomina di alcuni guardiani esterni  delle vie per vigilare sugli invasor”..“ Prudentibus  viris ser Iohanni  Antoni de Gambaxio offitiali,Consilio et Comuni Montaionis. 
Ieri  ricevemmo una lettera  dà “Dieci della  Balìa” per la quale ci ricordano la buona guardia, et maximente di Montaionis, perché dicono che alcuno che viene da Siena dice, che messer Broglia et altri alieno ragionamento  di pigliarlo, non sappiamo se con iscale o con tractato che avessono dentro: sichè  v’avisiamo  siate in cio’ solleciti”. 
Pertanto vogliamo et comandianvi  che provediate  ben a cotesto Castello, et se niuno sospetto voi v’aveste cie n’avisiate  prestamente; et se niente mancasse costà,similmente di tutto  ci avisaste  et fate rinforzare la guardia.
  Ser Simone, apportatore di questa, a lingua v’aviserà, pero’ che a veduta la lectera de’ Dieci. 
      Data in Sancti Miniate, loco solite residentie, die VI mensis decembris  1397.
 
                                                                         Lapus Iohannis Piccolini Vicarius Sancti Miniatis “
“Ma fu perpretato il tradimento”
 Il 16 dicembre del 1397 doveva essere  l’esecuzione del tradimento ; poco mancò che il  castello di Montatone  non cadesse  in mano del conte di Virtù, ser Leonardo di Bartolo  di Ferruccio  stato de’Priori  dal 1 luglio al 1 ottobre  del 1395; d’accordo con altri, indotto forse da cupidigia  di premio  si lasciò indurre  a un tradimento  per cui il castello doveva passare in podestà al signore di Milano  ma per cause poco note il tutto fù rimandato e la cosa fù risaputa  dal  Vicario di Samminiato. 
I rei furono  presi e puniti  fra cui Panzino  di Credi e alcuni ufficiali  del Castello di Suvera che aveva dato ospitalità  a uomini in armi e cavalli. 
Rimanendo in quegli anni il 13 giugno 1554 Piero Strozi  venuto da Siena  di buon mattino  marciò verso S,Vivaldo,Tonda  e Sughera  e diresse  verso Ghizzano  e Legoli, tenendo arretrato l’esercito distruggendo così  tutti quei luoghi, rubando e incendiando.
Già dall’inizio del  secolo XVII  ci giungono poche notizie del nostro Castello  di Sughera. Passato il tempo dei Comuni  e dei piccoli Feudi  tanto prolifico di avvenimenti con le guerre della repubblica Fiorentina  e del principato  tutto viene ora a  ristringersi  nella cerchia delle riforme amministrative  e delle leggi imposte dai governi centralizzati. 
E quelle terre che separate avevano rappresentato  anche l’indipendenza  perdono oggi la loro individuale  importanza. 
Girando intorno al paese  ci possiamo rendere conto dellìampiza  di queste terre  che si estendevano  a nord-est  con un’ampia vallata  ad est i poderi di S.Pietro,del Poggiarello, di S.Cerbone,della Tignamica e di Pietrafitta. A sud con le terre della Capannina, il Poggio sito in posizione splendida  con panorami da mozzafiato e con innumerevoli casali.
Verso sud-ovest l’agglomerato del Casino S.Anna e poco più in giù il podere della casina anche questo sito su un cocuzzolo un po’ isolato ma molto affascinante, guardando ad ovest intravediamo Partino frastagliato dai Calanchi, Ghialla, Ghialla bassa, Mendaccino, la Casa nova.
A nord  si trova una collinetta e punto di riferimento per i Sugherini  che anche se piccola viene chiamata il Poggione, troviamo poi Pitrofoli. Capurello,  Vallibonci  oltre alle terre dell’Acquaviva, poi oltre Vallina con innumerevoli case e fra queste  “CasaToce” e viene reso noto  che tutte queste abitazioni rurali  sono datate all’anno 1700.